Regime dei minimi o regime agevolato per nuove iniziative?

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Se si apre una partita Iva e si avvia una nuova attività, come imprenditore, consulente o libero professionista, cosa conviene fare a livello fiscale? Questa è una domanda che i neo-titolari di partita Iva si pongono quasi sempre.

Innanzitutto chiariamo che oggi ci sono due regimi fiscali agevolati, alternativi a quello ordinario:

Il regime fiscale agevolato (RFA), detto anche forfettino, che è il regime riservato alle nuove iniziative produttive (NIP).
Il regime dei minimi, anche detto forfettone, nato con la finanziaria 2008.

Questi due regimi hanno però entrambi dei requisiti da soddisfare per una loro fruizione, requisiti che sono diversi nei due casi.

Requisiti regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, o forfettino

Il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive è fruibile se si è in presenza dei seguenti requisiti:

– Non è possibile aderire a questo regime se si è già operato in un altro regime.
– Si deve essere una persona fisica o un’impresa familiare.
– Non si deve aver esercitato negli ultimi tre anni precedenti al lancio della nuova iniziativa professionale, nessuna attività artistica, professionale o d’impresa, neppure in forma associata o familiare.
– La nuova attività non deve essere il proseguimento di un’altra attività svolta precedentemente in forma di lavoro dipendente o autonomo, a meno che la precedente attività risulti essere un’attività di pratica obbligatoria per l’esercizio di un’arte o di una libera professione.
– Il fatturato annuo generato dalla nuova attività non deve superare, per i lavoratori autonomi, 30.987,41 euro.
– Il fatturato annuo generato dalla nuova attività non deve superare, per le imprese che erogano servizi, 30.987,41 euro, mentre per le imprese che svolgono altre attività 61.974,83 euro.

Ricordiamo che si può rientrare nel regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive solo per un massimo di 3 anni di attività.

Requisiti regime dei minimi, o forfettone

I requisiti del regime dei minimi invece sono i seguenti:

– Non bisogna avere lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto);
– Non vanno effettuate cessioni all’esportazione;
– Non bisogna erogare utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro;
– Non vanno effettuati acquisti di beni strumentali per più di € 15.000;
– Non si devono applicare regimi speciali Iva (ad esempio, editoria);
– Bisogna  essere residenti in Italia;
– Non vanno effettuate, in via esclusiva o prevalente, attività di cessioni di immobili (fabbricati e terreni edificabili) e di mezzi di trasporto nuovi;
– Non bisogna partecipare a società di persone, associazioni professionali o a società a responsabilità limitata.
– Non bisogna conseguire ricavi o compensi superiori a € 30.000; il limite di ricavi del regime dei minimi, al contrario di quello del regime agevolato, è rapportato alla porzione di anno; ad esempio, se si apre il 1 luglio, il limite da rispettare per il primo anno non sarà di € 30.000, bensì di € 15.000.  Inoltre il regime dei minimi va per cassa, quindi questo limite va calcolato su quanto incassato, non sul fatturato.

Chiarito quanto sopra, passiamo a vedere quali sono i benefici (e gli svantaggi) dei due regimi.
Prima di tutto, è essenziale ricordare che essendo la tassazione forfetaria, se si prevede di essere in perdita nei primi anni, questi regimi non convengono, in quanto le perdite non potranno essere decurtate dai guadagni degli anni successivi.

Vantaggi del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive o forfettino

Di base, per chi lancia una nuova iniziativa professionale, con una partita Iva nuova per quel tipo di attività, il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive ha i seguenti vantaggi:

– Imposta sostitutiva Irpef al 10% (ma attenzione, l’imposta è calcolata al lordo dei contributi, non al netto – si veda l’esempio riportato più avanti).
– Possibilità di scaricare l’Iva che si incassa.
– Pagamento dell’Iva solo 1 volta all’anno e non 4 volte.
– Non assoggettamento alla ritenuta d’acconto.
– Esclusione dall’obbligo di registrare e tenere le scritture contabili
– Servizio di tutoraggio presso l’Agenzia delle Entrate.
– Concessione di un credito d’imposta per l’acquisto di apparecchiature informatiche, pari al 40% del loro costo, con un limite massimo di 309,87 euro.

Vantaggi del regime dei minimi o forfettone

Riguardo invece al regime dei minimi, i vantaggi sono i seguenti:

– Si paga, al posto di Iva, Ires, Irap e addizionali regionali e comunali, una sola imposta sostitutiva, per un importo parti al 20% sul reddito risultante dalla differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese anche le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.
– Si è esonerati dagli adempimenti ai fini Iva.
– Non si devono registrare e tenere scritture contabili.
– Si è esonerati dall’applicazione degli studi di settore.
– Si possono dedurre dal reddito tutti i contributi previdenziali,
– E’ ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti, mentre le perdite fiscali successive possono essere portate in diminuzione dal reddito conseguito nei periodi d’imposta seguenti, ma non oltre il quinto.

Questi vantaggi sono spiegati nel dettaglio in questa pagina del nostro sito, mentre le sue conseguenze su Iva e fatture sono spiegate in quest’altra pagina di questo sito.

E torniamo alla domanda iniziale: quale dei due regimi è più conveniente se si avvia una nuova attivtà produttiva?  La risposta è: dipende!  Dipende principalmente dal fatto di avere clienti privati o imprese, e dal fatto di avere costi significativi o meno. Potete fare il confronto con i vostri stessi dati seguendo questo link, oppure leggere l’esempio che segue.

Esempio 1: Teresa

Esempio 1.a – Teresa vende cornici ai negozianti

Teresa è una piccola artigiana, e vende soprammobili fatti da lei, ad esempio delle cornici.
Per semplicità immaginiamo che i materiali abbiano costi irrisori, e che non abbia altre spese, e quindi che il reddito, al lordo dei contributi, corrisponda ai ricavi.
A chi vende Teresa?
Ipotizziamo dapprima che venda le cornici a dei negozianti.  In questo caso ne venderà quantitativi maggiori, ma a un prezzo basso. Supponiamo che in un anno ne venda duemila, a dieci euro l’una.
E’ bene ricordare che i negozianti in sostanza non considerano l’IVA, perché la scaricano, per loro comprare una cornice a dieci euro senza IVA o a dieci euro più IVA è quasi la stessa cosa.

Ecco allora come si presenteranno i conti di Teresa nei due casi:

Nel regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, o forfettino

– Ricavi annui = € 24.000 (20.000 più l’IVA del 20%)
– IVA versata allo Stato = € 4.000
– Ricavi netti IVA = € 20.000
– Contributi = € 4.000 (20% di 20.000)
– Imposte = € 2.000 (10% di 20.000, i contributi non vanno sottratti)
– Reddito netto = € 14.000

Nel regime dei minimi, o forfettone

– Ricavi annui = € 20.000 (no IVA)
– Contributi = € 4.000 (20% di 20.000)
– Imposte = € 3.200 (20% di 20.000-4.000)
– Reddito netto = € 12.800

Quindi a Teresa, se vende ai negozianti, conviene 1.200 volte il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, o forfettino (14.000 contro 12.800).

Esempio 1.b – Teresa vende cornici ai privati

Ora vediamo cosa succede se invece Teresa vende le sue cornici direttamente a dei privati.  In questo caso ne venderà di meno, ma a un prezzo più alto, corrispondente al prezzo di vendita dei negozianti, non al loro prezzo di acquisto visto in precedenza.
Supponiamo che ne venderà mille l’anno, a venti euro l’una.
In questo caso i suoi clienti guarderanno al prezzo IVA inclusa, perché a chi compra una cornice importa quanto deve tirare fuori di tasca, non interessa se il venditore è nel regime dei minimi o nel regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive.
Ecco come si presentano i calcoli in questa versione.

Nel regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, o forfettino

– Ricavi annui = € 20.000 (IVA del 20% inclusa)
– IVA versata allo Stato = € 3.333 (un sesto di 20.000)
– Ricavi netti IVA = € 16.667
– Contributi € 3.333 = (20% di 16.667)
– Imposte € 1.667 = (10% di 16.667)
– Reddito netto = € 11.667

Nel regime dei minimi, o forfettone

– Ricavi annui = € 20.000 (no IVA)
– Contributi = € 4.000 (20% di 20.000)
– Imposte = € 3.200 (20% di 20.000-4.000)
– Reddito netto = € 12.800

Quindi se Teresa vende a privati conviene 1.133 volte il regime dei minimi (12.800 contro 11.667).

E’ sempre così?
Abbiamo visto il caso di Teresa, che non ha costi significativi. Ora vediamo un altro esempio diverso, quello di Andrea.

Esempio 2: Andrea

Facciamo l’esempio di Andrea, che vende telefonini di alta gamma su internet.
Ipotizziamo che li compri a € 200 + IVA = € 240 l’uno, e che li venda a € 300 IVA inclusa, ovviamente a privati.  Per semplicità ignoriamo le spese di spedizione e altri costi.
Supponiamo che in un anno venda 100 telefonini.
Ecco il confronto tra i due regimi nel suo caso.

Nel regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, o forfettino

– Ricavi annui = € 30.000 (pari a 25.000 + 5.000 di IVA al 20%)
– Costo di acquisto = € 24.000 (pari a 20.000 + 4.000 di IVA)
– IVA versata allo Stato = € 1.000 (5.000 meno 4.000)
– Reddito lordo = € 5.000
– Contributi = € 1.000 (20% di 5.000)
– Imposte = € 500 (10% di 5.000)
– Reddito netto = € 3.500

Nel regime dei minimi, o forfettone

– Ricavi annui = € 30.000 (no IVA)
– Costo di acquisto = € 24.000 (IVA inclusa, nei minimi non la scarica)
– Reddito lordo = € 6.000
– Contributi = € 1.200 (20% di 6.000)
– Imposte = € 960 (20% di 6.000-1.200)
– Reddito netto = € 3.840

Quindi anche Andrea ha convenienza a scegliere il regime dei minimi, anche se in misura minore.

In conclusione, qual è la regola generale?

La risposta è che se i clienti sono generalmente privati conviene il regime dei minimi, o forfettone, in caso contrario converrà il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive, o forfettino.  Fermo restando che i vincoli indicati all’inizio possono non consentire di scegliere il regime liberamente.
Speriamo che queste delucidazioni e questi esempi ti siano serviti per chiarire che cosa convenga fare, se sei un imprenditore o un libero professionista che sta lanciando una nuova attività.

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