Avviare una nuova attività? Un’impresa ancora possibile

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In un momento come questo, soprattutto in Italia, avviare una nuova attività sembra una mission quasi impossible.

Eppure, secondo i dati di Movimprese, che rileva ogni trimestre le nuove imprese che si iscrivono al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, sono stati in molti a sfidare le difficoltà e ad avviare una nuova attività nel 2011 fino a oggi.
Precisamente risultano essere 309.323 le nuove imprese iscritte, a fronte di una chiusura di 260.169 imprese. Quindi il saldo tra imprese nate e imprese morte nei primi nove mesi di quest’anno è stato positivo, per un incremento di imprese, in valore assoluto, pari a 49.154 unità.
Anche prendendo l’ultimo arco di tempo della rilevazione Movimprese del 2011, quello relativo al terzo trimestre dell’anno, si può notare un saldo positivo, con 77.443 nuove imprese e 57.610 cessazioni di attività, per un saldo positivo di 19.833 unità.
Quindi in Italia non solo si cerca di far fronte alle difficoltà di mercato e di reggere la competitività sempre crescente, ma si continuano anche ad avviare nuove attività e si continua a scommettere quindi sul proprio futuro imprenditoriale.

Ma nonostante che le forze che spingono molti italiani ad avviare una nuova attività sembrino ancora vincenti rispetto ai problemi di chi è costretto a chiudere, bisogna però constatare che il saldo tra nascite e morti di imprese nel 2011, se pur positivo, è stato, fino ad oggi, meno positivo dello stesso periodo dell’anno scorso. E questo sia che si prenda il dato dei primi 9 mesi dell’anno, sia che si prenda quello del trimestre estivo; nel primo caso infatti, il saldo positivo s’è ridotto del 19%, mentre nel secondo caso il saldo positivo è diminuito del 33,1%.

In questo quadro generale, quando si fa la scelta di avviare una nuova attività, è sempre più importante dosare e pesare al meglio i propri investimenti, andando a studiare bene le opportunità che il regime fiscale presente in Italia oggi offre alle start up per ridurre al minimo il peso fiscale da sostenere, almeno per i primi anni di vita, e cercando, laddove possibile, di individuare delle modalità con cui poter avere dei costi iniziali di gestione non troppo elevati, soprattutto nell’ambito dell’utilizzo di eventuali strutture aziendali e in quello della gestione contabile.

Per finire, un ultimo dato curioso: quante sono oggi, in tutto, le imprese attive presenti nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio? Per la precisione 6.134.117, un numero simile a quello che avevamo nel nostro paese nel 2007, segno che l’Italia vuole tornare al periodo pre-crisi, anzi, vuole creare un nuovo periodo post-crisi.

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